martedì 7 febbraio 2012

LA PERFEZIONE DEL MONDO


Dopo aver giocato con i suoi compagni, un fanciullo si sedette sotto una grande quercia.
Guardò in su e vide che l’albero aveva tante piccole ghiande.
Poi abbassò lo sguardo e vide che lì nei paraggi c’era un campo con dei grandi cocomeri.
Così pensò tra sé e sé:
"Che strano è il mondo! Un albero così grande che fa dei frutti così piccoli, mentre delle piccole piante in un campo fanno dei frutti così grandi. Chissà perché mai?!".
Non aveva ancora terminato quel pensiero che all’improvviso gli cadde una ghianda sulla testa.
E allora tutto felice, esclamò:
"Beh’. È proprio una fortuna che sull’albero non crescano cocomeri!".
"Quando le nuvole della mente si sono dissipate, non si potrà che sorridere alla perfezione del mondo".

IL SEGRETO DELLA FELICITA'


... Un mercante, una volta, mandò il figlio ad apprendere il segreto della felicità dal più saggio di tutti gli uomini. Il ragazzo vagò per quaranta giorni nel deserto, finché giunse a un meraviglioso castello in cima a una montagna. Là viveva il Saggio che il ragazzo cercava.
 Invece di trovare un sant'uomo, però, il nostro eroe entrò in una sala dove regnava un'attività frenetica: mercanti che entravano e uscivano, ovunque gruppetti che parlavano, una orchestrina che suonava dolci melodie. E c'era una tavola imbandita con i più deliziosi piatti di quella regione del mondo. Il Saggio parlava con tutti, e il ragazzo dovette attendere due ore prima che arrivasse il suo turno per essere ricevuto.
 Il Saggio ascoltò attentamente il motivo della visita, ma disse al ragazzo che in quel momento non aveva tempo per spiegargli il segreto della felicità. Gli suggerì di fare un giro per il palazzo e di tornare dopo due ore.
 "Nel frattempo, voglio chiederti un favore", concluse il Saggio, consegnandogli un cucchiaino da tè su cui versò due gocce d'olio. "Mentre cammini, porta questo cucchiaino senza versare l'olio."
 Il ragazzo cominciò a salire e scendere le scalinate del palazzo, sempre tenendo gli occhi fissi sul cucchiaino. In capo a due ore, ritornò al cospetto del Saggio.
 Allora, gli domandò questi: "Hai visto gli arazzi della Persia che si trovano nella mia sala da pranzo? Hai visto i giardini che il Maestro dei Giardinieri ha impiegato dieci anni a creare? Hai notato le belle pergamene della mia biblioteca?"
 Il ragazzo, vergognandosi, confessò di non avere visto niente. La sua unica preoccupazione era stata quella di non versare le gocce d'olio che il Saggio gli aveva affidato.
 "Ebbene, allora torna indietro e guarda le meraviglie del mio mondo", disse il Saggio. "Non puoi fidarti di un uomo se non conosci la sua casa."
 Tranquillizzato, il ragazzo prese il cucchiaino e di nuovo si mise a passeggiare per il palazzo, questa volta osservando tutte le opere d'arte appese al soffitto e alle pareti. Notò i giardini, le montagne circostanti, la delicatezza dei fiori, la raffinatezza con cui ogni opera d'arte disposta al proprio posto. Di ritorno al cospetto del Saggio, riferì particolareggiatamente su tutto quello che aveva visto.
 "Ma dove sono le due gocce d'olio che ti ho affidato?" domandò il Saggio.
 Guardando il cucchiaino, il ragazzo si accorse di averle versate.
 "Ebbene, questo è l'unico consiglio che ho da darti", concluse il più Saggio dei saggi.
 "Il segreto della felicità consiste nel guardare tutte le meraviglie del mondo senza dimenticare le due gocce d'olio nel cucchiaino."

- Il segreto della felicita- tratto dall'Alchimista di P. Coelho

SCEGLIERE LE EMOZIONI DA TENERSI


C'era un professore molto impegnato e severo, ma era anche conosciuto dai suoi alunni come uomo giusto e comprensivo.
Alla fine dell'anno, terminato il corso, mentre stava sistemando delle carte sulla cattedra, gli si avvicinò un alunno e con aria di sfida gli disse:
"Professore, sono contento di averi finito il corso, così non dovrò più ascoltare le stupidaggini che lei dice e starò benissimo senza essere obbligato a vedere la sua faccia, che detesto".
L'alunno se ne stava impettito, con aria di sfida, aspettandosi che il professore si arrabbiasse. Invece, con sua grande sorpresa, il professore gli rispose con queste parole:
"Se qualcuno ti offre qualcosa che tu non vuoi, la prendi ugualmente
"No certo!" rispose sorpreso l'alunno.
"Bene - continuò il professore - quando qualcuno cerca di offendermi o mi dice cose sgradevoli, mi sta offrendo qualcosa. Nel tuo caso si tratta di una emozione di rabbia e di rancore che io posso benissimo decidere di non accettare. Se mi sento offeso e mi arrabbio significa che sto accettando il tuo regalo. Ma io preferisco regalarmi distensione e serenità. Amico - continuò il professore - la vita ci da' la possibilità di scegliere se amareggiarci o essere felici. La tua rabbia passerà, ma non cercare di lasciarla a me, perchè non mi interessa. Ogni giorno, ogni momento tu puoi scegliere quali emozioni e quali sentimenti tu vuoi tenere dentro di te. E qualsiasi cosa tu scelga resterà dentro di te sino a che tu non vorrai cambiarlo. Perchè è talmente grande la libertà che la vita ci da' che abbiano persino la possibilità di scegliere se amareggiarci o essere felici. Nei Proverbi, al versetto 15:1 si legge 'La risposta amabile calma la rabbia, ma quella aggressiva aggiunge legna al fuoco'. Quante volte abbiamo accettato offese che non ci appartenevano e abbiamo risposto ad esse con lo stesso linguaggio. Non dimenticare che sei tu che decidi se accettare o no la critica ditruttiva, l'offesa e la presa in giro. Mantieni sempre il controllo delle tue emozioni, non conservare amarezza nel tuo cuore contro nessuno e rispondi con gentilezza, così che dalla tua sorgente sgorghi sempre acqua dolce. Come faceva Cristo".

DIALOGO DI UN VENDITORE D'ALMANACCHI E DI UN PASSEGGERE


Venditore. Almanacchi, almanacchi nuovi; lunari nuovi. Bisognano, signore, almanacchi?
Passeggere. Almanacchi per l'anno nuovo?
Venditore. Si signore.
Passeggere. Credete che sarà felice quest'anno nuovo?
Venditore. Oh illustrissimo si, certo.
Passeggere. Come quest'anno passato?
Venditore. Più più assai.
Passeggere. Come quello di là?
Venditore. Più più, illustrissimo.
Passeggere. Ma come qual altro? Non vi piacerebb'egli che l'anno nuovo fosse come qualcuno di questi anni ultimi?
Venditore. Signor no, non mi piacerebbe.
Passeggere. Quanti anni nuovi sono passati da che voi vendete almanacchi?
Venditore. Saranno vent'anni, illustrissimo.
Passeggere. A quale di cotesti vent'anni vorreste che somigliasse l'anno venturo?
Venditore. Io? non saprei.
Passeggere. Non vi ricordate di nessun anno in particolare, che vi paresse felice?
Venditore. No in verità, illustrissimo.
Passeggere. E pure la vita è una cosa bella. Non è vero?
Venditore. Cotesto si sa.
Passeggere. Non tornereste voi a vivere cotesti vent'anni, e anche tutto il tempo passato, cominciando da che nasceste?
Venditore. Eh, caro signore, piacesse a Dio che si potesse.
Passeggere. Ma se aveste a rifare la vita che avete fatta né più né meno, con tutti i piaceri e i dispiaceri che avete passati?
Venditore. Cotesto non vorrei.
Passeggere. Oh che altra vita vorreste rifare? la vita ch'ho fatta io, o quella del principe, o di chi altro? O non credete che io, e che il principe, e che chiunque altro, risponderebbe come voi per l'appunto; e che avendo a rifare la stessa vita che avesse fatta, nessuno vorrebbe tornare indietro?
Venditore. Lo credo cotesto.
Passeggere. Né anche voi tornereste indietro con questo patto, non potendo in altro modo?
Venditore. Signor no davvero, non tornerei.
Passeggere. Oh che vita vorreste voi dunque?
Venditore. Vorrei una vita così, come Dio me la mandasse, senz'altri patti.
Passeggere. Una vita a caso, e non saperne altro avanti, come non si sa dell'anno nuovo?
Venditore. Appunto.
Passeggere. Così vorrei ancor io se avessi a rivivere, e così tutti. Ma questo è segno che il caso, fino a tutto quest'anno, ha trattato tutti male. E si vede chiaro che ciascuno è d'opinione che sia stato più o di più peso il male che gli e toccato, che il bene; se a patto di riavere la vita di prima, con tutto il suo bene e il suo male, nessuno vorrebbe rinascere. Quella vita ch'è una cosa bella, non è la vita che si conosce, ma quella che non si conosce; non la vita passata, ma la futura. Coll'anno nuovo, il caso incomincerà a trattar bene voi e me e tutti gli altri, e si principierà la vita felice. Non è vero?
Venditore. Speriamo.
Passeggere. Dunque mostratemi l'almanacco più bello che avete.
Venditore. Ecco, illustrissimo. Cotesto vale trenta soldi.
Passeggere. Ecco trenta soldi.
Venditore. Grazie, illustrissimo: a rivederla. Almanacchi, almanacchi nuovi; lunari nuovi.
G.Leopardi

domenica 29 gennaio 2012

I DONI NON ACCETTATI


“Se qualcuno vi si avvicina con un dono e voi non lo accettate, a chi appartiene il dono?”, domandò il samurai. “A chi ha tentato di regalarlo”, rispose uno dei discepoli.
“Lo stesso vale per l’invidia, la rabbia e gli insulti”, disse il maestro: “Quando non sono accettati, continuano ad appartenere a chi li portava con sé”.
 Storiella Zen

L'AMORE COME SOGNO


Un uomo e una donna sedevano presso una finestra che si apriva sulla primavera. Sedevano vicini l'uno all'altra. E la donna disse: "Ti amo. Sei bello, e ricco, e indossi sempre begli abiti".

E l'uomo disse: "Ti amo. Sei un pensiero meraviglioso, sei una cosa troppo preziosa per tenerla nella mano, sei una canzone nei miei sogni".

Ma la donna distolse il volto, incollerita, e disse: "Lasciami, te ne prego. Non sono un pensiero, e non sono una cosa che passa nei tuoi sogni. Sono una donna. Voglio che mi desideri come moglie, come madre dei bimbi che un giorno avremo".

E si separarono.

E l'uomo disse: "Ecco che un altro sogno si dissolve in nebbia".

E la donna disse: "Che farsene di un uomo che mi trasforma in nebbia e sogno?" (Gibran)

COME CAMMINARE


C'è una storia che raccontano dalle mie parti, una storia adatta a quelli che inciampano.
"Puoi camminare guardandoti i piedi e allora, è raro, ma potrai inciampare lo stesso; di sicuro, perderai un tramonto che si spegne davanti a te, i disegni di uno stormo d'uccelli sulla tua testa. Oppure puoi camminare guardandoti attorno, quasi sicuramente inciamperai, però avrai raccolto i regali della terra."
G.Carcasi

venerdì 6 gennaio 2012

TENERE PER MANO

Una bambina e suo padre stavano attraversando un ponte‎... Il padre un po' ansioso disse alla bimba: "Tesoro,ti prego di tenere la mia mano così non cadi nel fiume".La bambina gli rispose:"no papà tieni tu la mia mano"."qual è la differenza?"chiese il padre perplesso."c'è una grande differenza, "rispose la bambina."Se tengo io la tua mano e mi succede qualcosa, è probabile che allento la presa e cado giu'...ma se sei tu a tenermi la mano, io so per sicuro che qualunque cosa accada...tu non la lascerai mai...

venerdì 14 ottobre 2011

COME NASCE E FINISCE UN AMORE A DISTANZA

In questo breve filmato i due personaggi, Sabbia e Neve, appartengono a due mondi diversi e lontani, ma entrano in contatto a distanza e nasce una relazione.

Ad un certo punto decidono d'incontrarsi a metà strada.

...Ognuno interpreti il finale come vuole...

sabato 13 agosto 2011

PER RITROVARE LA STELLA

Persero un giorno la stella.
Com'è possibile perdere la stella?
Per averla fissata troppo a lungo...

I due re bianchi, ch’erano due sapienti di Caldea,
col bastone tracciarono sul suolo grandi cerchi.
Si misero a far calcoli, si grattarono il mento...

Ma la stella era scomparsa come scompare un’idea,
e quegli uomini, l'anima dei quali aveva sete di essere guidata,
piansero drizzando le tende di cotone.

Ma il povero re nero, disprezzato dagli altri,
disse a se stesso: "Pensiamo alla sete che non è la nostra.
Occorre dar da bere, lo stesso, agli animali".

E mentre reggeva il suo secchio,
nello spicchio di cielo in cui si abbeveravano i cammelli
egli scorse la stella d’oro che danzava silente.

( Edmond Rostand )