lunedì 22 febbraio 2010

L'AVARO (FAVOLA DI ESOPO)

Un avaro aveva liquidato tutto il suo patrimonio e l’aveva convertito in una verga d’oro; poi l’aveva sotterrato in un certo luogo, sotterrandoci insieme la sua vita e il suo cuore, e tutti i giorni andava a farci un’ ispezione. Un operaio lo tenne d’occhio, subodorando la verità, andò a scavare e si portò via la verga. Dopo un po’ arrivò anche l’avaro e, trovando la sua buca vuota, cominciò a piangere e a strapparsi i capelli. Ma un tale, che l’aveva visto lamentarsi così dolorosamente, quando ne seppe la ragione, gli disse: “Non disperarti così, mio caro; tanto, oro non ne avevi nemmeno quando lo possedevi. Prendi una pietra, mettila al suo posto, e immagina d’avere il tuo oro: ti farà lo stesso servizio; perché vedo bene che, anche quando il tuo oro era là, tu non ne facevi nulla”.

La favola mostra che nulla vale possedere una cosa senza goderla.

1 commento:

Danilo ha detto...

Fa riflettere. Il desiderio di possesso è un'insidia invisibile e impalpabile, ma terribilmente rele. Ti spinge a lottare per qualcosa che ha un valore puramente simbolico. Ti fa dimenticare chi sei e ciò che ti rende realmente felice.